Chi lo conosce, sa che il personaggio non è “facile”. E che è anche un poco bizzarro. Perché non è di tutti i giorni rinvenire una persona che, se da un lato è scontrosa e irrequieta (insomma il classico “orso”), dall’altro è però aperta al colloquio. Un colloquio che con Aldo Iegri non è comunque facile.

A meno che si punti decisamente alla sostanza delle cose. Allora il modo di esprimersi di questo trentino (è nato a Tione di Trento nel 1948 e all’Istituto d’Arte di Trento ha conseguito il suo diploma) abbandona le espressioni “a scatti” di chi sta sulle sue, sospettoso di una eventuale manovra di inquadramento o di cooptazione, e si fa colloquiale.Si può discorrere di arte, di rapporti arte-potere, del coraggio dell’artista di resistere alle pressioni di mercato per non abdicare alla propria identità e dignità; dell’emarginazione che spesso ne consegue. E ti può anche dimostrare, con la sua stessa vicenda umana e artistica, le disavventure di chi ha scelto di ‘essere’ più che di ‘apparire’.

Una vicenda quella di Aldo Iegri, che lo vede al tempo stesso seguire i corsi di Alik Cavaliere a Brera e allestire le prime mostre: 1968 Personale, Trento; 1970 Rassegna d’Arte Contemporanea, città di Lonato,Brescia; 1975 Premio “Città del Palladio”, Vicenza; 1975 Collettiva Galleria d’Arte “La Barcaccia”, Firenze; 1975 Gran Premio Club del Collezionista, Milano; 1976 Personale Logge Comunali, Assisi. E poiché, soprattutto all’inizio, “carmina non dant panem” (cioè: non si vive di sola arte), eccolo scegliere la duplice strada dell’insegnamento e della collaborazione con agenzie pubblicitarie. Ma l’uomo –lo si è detto- è irrequieto: così nel 1976 decide di aprire un proprio studio di Pubblicità e Design. E poiché, talvolta, la creatività paga, ecco suoi lavori comparire su pubblicazioni quali “Pubblicità in Italia”, “Graphis”, “Omnibook”, o essere segnalato a concorsi internazionali come avviene per il simbolo grafico OIKOS (Mostra alla Galleria d’Arte moderna di Bologna).

Sono, questi, anni in cui la ricerca e la sperimentazione nel campo delle arti visive e della comunicazione conoscono una brusca accelerazione, sicché si trova spesso impegnato anche nel campo grafico-editoriale oltre che in collaborazioni con architetti e studi di ingegneria.

Autoritratto - 1975

Dopo alcune altre mostre (1986 Personale alla Galleria “9 Colonne” di Trento; Rassegna “Deserto d’autore”alla Galleria “9 Colonne” di Bologna; Personale alla Galleria Palmieri di Busto Arsizio), nel 1988 abbandona ogni altro impegno per dedicarsi esclusivamente all’attività artistica. Nel 1989 espone al Centro Italiano di Cultura di Praga e nel 1992 è a Palazzo Branda Castiglioni di Castiglione Olona con una Personale.” Ermanno Paccagnini, 1991

 

Interessante, di questi anni, è la produzione nel campo dell’Arte Sacra: 1988  Crocifisso in bronzo per la chiesa dei SS. Martiri Anauniesi, Trento; 1990 Via Crucis per la Chiesa Parrocchiale di Ponte Vecchio di Magenta; 1994 progetto e scultura di cappella , Cimitero di Abbiategrasso; 1995 cappella, Cimitero di Morimondo; 1996 cappella, Cimitero di Abbiategrasso; 1997 progetto e scultura di monumento (Via Crucis), Cimitero di Castano Primo.

Segue in questo periodo una serie di opere ispirate alla musica contemporanea che culmina (1997) con una Personale nella Città di Castano Primo in collaborazione con il L.I.M. (Laboratorio di Informatica Musicale dell’Università degli Studi di Milano) e il compositore Angelo Paccagnini.

Negli anni successivi partecipa ad alcune manifestazioni collettive (28° “Congrès de la Medaille d’Art” a Parigi, 2002; “SconfinArt” Expo d’Arte Contemporanea di Trento, 2003; Rassegna “Arte Contemporanea nel Castanese”, 2005) e prepara una Personale per la sua città natale, Tione di Trento, presentando una rassegna delle opere degli ultimi anni, presso il “Centro Studi Judicaria” (agosto 2006).

Nello stesso anno viene richiesta la sua collaborazione dalla rivista semestrale “L’Eco delle Dolomiti” per illustrare “Racconto di Natale” di Dino Buzzati. Il testo viene reinterpretato da Iegri in modo molto personale con nove tele che vengono presentate al pubblico con una mostra ed un’istallazione (2006) presso il centro Civico di Vanzaghello (MI) e successivamente presso il Salone Officina (2007) della Parrocchia Madonna dei Poveri di Castano Primo (MI).

Nel 2007, in occasione delle manifestazioni per il Giorno della Memoria del Comune di Magenta (MI), la Libreria/Casa Editrice “La Memoria del Mondo” espone e pubblica la serie di opere realizzate per illustrare il testo “Se questo è un uomo” di Primo Levi, riproposte successivamente nel 2008, per la stessa ricorrenza, presso il Centro Civico del Comune di Vanzaghello (MI).

La ricerca dell’artista si interrompe nel 2009; la moglie e le figlie sono oggi le curatrici del lavoro di Aldo.

 
Hanno scritto di lui:

Gian Pacher, Giorgio Seveso, Giusi Gradiente, Rinaldo Sandri, Luciano Caprile, Ermanno Paccagnini, Riccardo Barletta, Miklos N.Varga, Elisabetta Longari, Paolo Tea, Angelo Paccagnini, Pinuccio Castoldi, Laura Salandin, Maria Pia Ciaghi, Fabio Carnaghi.

 Testi di critica e recensioni sono apparsi su riviste e quotidiani: Terzocchio, Artecultura, Adige, Alto Adige, Gazzettino, Resto del Carlino, Eco di Bergamo, Stampa Sera, Prealpina, Il Giorno, Corriere della Sera.

E’ stata edita da “Qm” Edizioni Quadrato Magico (Trento) una breva monografia dell’artista dal 1968 al 1991, anno della pubblicazione.  

…Il retroterra culturale di Iegri si arricchisce con Racconto di Natale di una dimensione nuova, che ben si adatta ad un’arte eclettica, in movimento, capace di volare alto dalla struttura più intima della materia, atomo vitale, alle pieghe del mistero escatologico, oltre i limiti della conoscenza.

Fabio Carnaghi, 2007 Racconto di Natale

"…Il suo atto è un affondo, una presa in profondità ed è anche un riplasmare il mondo per restituirlo più vero, informato di una propria verità e conseguentemente più ricco [...]. L’evoluzione artistica di Iegri nel corso del tempo rivela una vitalità che lungi dall’essere fiaccata, trova ragione d’essere in un continuo rilancio del traguardo da raggiungere, del percorso ancora da percorrere…"

Laura Salandin, 2006 I Segni Emigranti

"…Qualunque cosa egli faccia, pur essendo interessato alla composizione, allo stile e alla qualità dell'immagine, il suo vero scopo, la sua tensione estetica, è quella di dar vita alla materia, lottando con essa per poter far sprigionare da ogni sua fibra un valore intimo…"

Riccardo Barletta, 1992 La Materia

"…La ricerca di textures si sviluppa su una base astratta alla cui precisazione è basilare il supporto di tecniche grafiche e fotografiche ma è più giusto pensare che il processo da cui scaturiscono certi risultati è una trasmutazione di tipo alchemico, che conduce ad una misurazione della possibilità della materia attraverso la diretta esperienza…"

Paolo Thea, 1992 Le Textures

"…I segni pittorici fluttuano sul supporto come fossero prodotti nel tempo e nello spazio ambientale di una immaginaria esecuzione musicale. E per questo fantasmagorici. La materia pittorica, come la luce, si diffonde con movimento sferico dal nucleo centrale verso i confini dello spazio sonoro in cui si organizzano i suoni…"

Angelo Paccagnini, 1997 La Musica

"…Rilievi e sabbie cromatiche, miste a colori acrilici, su legno e altri supporti esemplificano i "valori tattili", propriamente plastico- pittorici, dell'immagine attraverso il flusso delle sovrapposizioni (o stratificazioni mnemoniche) che riecheggiano la profondità in superficie…"

Miklos N. Varga, 1991 Le Geometrie

"C'è difatti un fascino robusto nella perfezione "tecnica" di questi assemblaggi, nel gesto della mano che ritrova le esperte e consumate ragioni dell'artigiano per levigare, per disporre, per incollare materiali che sotto i nostri occhi, si fanno tessuto prezioso e complesso di emozioni..."

Giorgio Seveso, 1986 Le Geometrie